Liberi di essere liberi

Liberi di essere liberi

Il concetto di libertà mi ha sempre intrigato, da un punto di vista pratico sono cresciuto con i dittatori argentini e quindi ero più propenso ad agire in termini di ubbidienza.

55e46aeb-1e7a-47a7-866c-3f9eda0febfa

Avere una sola alternativa ci rende SCHIAVI, è la situazione che si verifica quando diciamo a noi stessi, o agli altri: “IO SONO FATTO COSI'”.

Parecchi anni dopo, il concetto prese un’altra connotazione nel mio “hard disk”, si trattava di un punto di vista filosofico.

[video_player type=”embed” width=”560″ height=”315″ align=”center” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″]PGlmcmFtZSBzcmM9Imh0dHBzOi8vcGxheWVyLnZpbWVvLmNvbS92aWRlby8xNzA5Mjk1ODUiIHdpZHRoPSI2NDAiIGhlaWdodD0iMzYwIiBmcmFtZWJvcmRlcj0iMCIgd2Via2l0YWxsb3dmdWxsc2NyZWVuPSIiIG1vemFsbG93ZnVsbHNjcmVlbj0iIiBhbGxvd2Z1bGxzY3JlZW49IiI+PC9pZnJhbWU+CjxwPjxhIGhyZWY9Imh0dHBzOi8vdmltZW8uY29tLzE3MDkyOTU4NSI+VG9iZVNob3J0PC9hPiBmcm9tIDxhIGhyZWY9Imh0dHBzOi8vdmltZW8uY29tL3VzZXIzOTYzMTQ0OSI+b21hciBiZWx0cmFuPC9hPiBvbiA8YSBocmVmPSJodHRwczovL3ZpbWVvLmNvbSI+VmltZW88L2E+LjwvcD4=[/video_player]

Il dilemma! La questione filosofica che ci poniamo è questa: pensiamo di essere liberi oppure di non essere liberi.

Avere un paio di alternative ci pone nella situazione “dilemma”, vi assicuro che non è una situazione ci faccia sentire proprio LIBERI!

o.239169

La nostra mente si blocca, siamo tutti cresciuti in una grande bugia.

“Siamo liberi di scegliere tra due opzioni, questa è libertà!”
In realtà pensiamo all’infinito a quale sarà la scelta giusta. Quasi come se questo potesse essere possibile.
Non è affatto possibile! Sapremo se la strada scelta era quella giusta per noi solo nel futuro, quando avremo percorso il cammino scelto.
Arrivò solo successivamente il punto di vista metafisico, erede delle considerazioni psicologiche di Viktor Frankl.
Considerazioni che non arrivano da qualche comodo salotto borghese, ma nei lager dell’Olocausto.
E non furono racconto dei suoi pazienti ma vissute da Frankl in prima persona.

https://it.wikipedia.org/wiki/Viktor_Frankl

Uno strepitoso Roberto Benigni lo rese palese nel suo film più celebre: La Vita è Bella

maxresdefault

Ed ecco svelato il vero e profondo significato del termine LIBERTA’!

Avere più alternative, avere svariate scelte: questo significa essere LIBERI.
E queste alternative, queste svariate scelte risiedono nella nostra PERCEZIONE DELLA REALTA’, non nella realtà stessa.
Frankl sosteneva che la sua vera libertà stava nel modo in cui egli decideva di vivere il suo dramma di uomo deportato.

Benigni, interpretando il suo ruolo, fa vivere a suo figlio una realtà virtuale all’interno dell’atrocità della vergogna umana, rendendogliela un gioco.

[video_player type=”embed” width=”560″ height=”315″ align=”center” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″]PGlmcmFtZSBzcmM9Imh0dHBzOi8vcGxheWVyLnZpbWVvLmNvbS92aWRlby8xNzA5NDYzMzMiIHdpZHRoPSI2NDAiIGhlaWdodD0iMzUwIiBmcmFtZWJvcmRlcj0iMCIgd2Via2l0YWxsb3dmdWxsc2NyZWVuPSIiIG1vemFsbG93ZnVsbHNjcmVlbj0iIiBhbGxvd2Z1bGxzY3JlZW49IiI+PC9pZnJhbWU+CjxwPjxhIGhyZWY9Imh0dHBzOi8vdmltZW8uY29tLzE3MDk0NjMzMyI+TGEgdml0YSAmZWdyYXZlOyBiZWxsYSAtIEJ1b25naW9ybm8gcHJpbmNpcGVzc2E8L2E+IGZyb20gPGEgaHJlZj0iaHR0cHM6Ly92aW1lby5jb20vdXNlcjM5NjMxNDQ5Ij5vbWFyIGJlbHRyYW48L2E+IG9uIDxhIGhyZWY9Imh0dHBzOi8vdmltZW8uY29tIj5WaW1lbzwvYT4uPC9wPg==[/video_player]

Quando ci diciamo: “sono fatto così”, “sono ansioso”, “sono emotivo” e tutta quella serie infinita di convinzioni depotenzianti ci rendiamo SCHIAVI, non abbiamo altra scelta che accettare, in quanto vittime, la nostra condizione.

Quando ci poniamo i problemi in termini di dilemma e pretendiamo di sapere quale sarà la scelta giusta, perpetuiamo la nostra condizione di ansia decisionale.
Omar
Mental Coach specializzato nella gestione dell’ansia pre gara, autore del libro Parola di Cane e creatore della metodologia Double Bond Method©.
Nel mondo cinofilo è anche addestratore e conduttore nella disciplina IPO.
“Simplemente non avevo la gamba”

“Simplemente non avevo la gamba”

Chaves celebra sul podio il suo successo

www.youtube.com/watch?v=js1odSRaGoo

Schermata 2016 05 28 alle 18 56 54

http://video.gazzetta.it/giro-nibali-abbraccio-nibali-genitori-chaves/917ec506-24f9-11e6-ac79-9264bce5e270?refresh_ce-cp

La saggezza di un ragazzino, più Uomo di tanti, Sportivo come pochi, non poteva essere frutto di casualità.

Il video dell’intervista si commenta da solo, è un compendio di sportività ma nel contempo di consapevolezza.

I genitori che corrono ad abbracciare e complimentarsi con Nibali, che ha appena strappato la maglia e il giro al loro figlio, sono la dimostrazione che i valori e le convinzioni sono l’unica vera eredità che si lascia ai figli.

Ascoltando l’intervista potresti scrivere almeno tre libri:

1) “Siamo felice”, in tutta risposta alla domanda del giornalista: “come è il sapore di questa sconfitta”. Questo in psicologia si chiama RESILIENZA, ed è la capacità che contraddistingue i veri vincitori, coloro che non si arrendono mai.

2) “Simplemente non avevo la gamba”. Questo si chiama RESPONSABILITÀ’, avere chiarezza riguardo a ciò che dipende da noi e ciò che non dipende da noi. Chavez dice: “non sono il ragazzo che campa scuse”, “Nibali e Scarponi hanno dimostrato di essere migliori e io semplicemente non avevo la gamba” (che in gergo ciclistico significa non ero in forma).

3) “Prima dobbiamo finire qui”, in risposta alla domanda: “ci riprovi alla Vuelta?” (Il giro di Spagna dopo il Tour de France quindi tra più o meno tre mesi). Questo si chiama CONSAPEVOLEZZA del presente, vivere nel qui e ora. Ciò significa essere davvero saggi.

Vi invito a riguardare l’intervista un milione di volte, vi accorgerete che c’è una congruenza disarmante tra ciò che dice e il linguaggio “non verbale”, quello del corpo. A certificare, dunque, che la sua è una dichiarazione sostenuta dalla verità dei suoi valori.

Oggi, nel mondo del quale siamo inquilini di passaggio, ci troviamo a seguire leader di carta pesta. Io sarei felice di poter seguire questo piccolo grande Leader e onorato di stringere la mano ai suoi genitori.

Omar

Mental Coach specializzato nella gestione dell’ansia pre gara, autore del libro Parola di Cane e creatore della metodologia Double Bond Method©.
Nel mondo cinofilo è anche addestratore e conduttore nella disciplina IPO.
Patrizia Ciuffetti Part II (Il mio cambiamento)

Patrizia Ciuffetti Part II (Il mio cambiamento)

Il cambiamento vero del mio stato d’animo prima, durante e dopo la gara è avvenuto lo scorso anno in Repubblica Ceca, a Pisek, durante lo svolgimento del mondiale fmbb. Ero tesissima, nervosa e molto agitata. Sono riuscita a mantenere la lucidità per i quattro giri di qualificazione e per i due della squadra, poi arrivati alla finale jumping è avvenuto il crollo… Mentre ero in pre-ring mi è venuto un vero e proprio attacco di panico, piangevo, urlavo e dicevo scemenze del tipo: “ma chi me lo ha fatto fare di fare questo sport???? Basta! Come rientro in Italia smetto, ecc…” e discorsi simili. Ricordo ancora la faccia sconvolta della nostra selezionatrice (Micaela Cerna) non sapeva più cosa dirmi, ero andata completamente fuori di testa. Anche Skin era diventata irriconoscibile abbaiava ed era quasi incontrollabile in pre-ring…. Comunque giunto il nostro turno mi asciugo le lacrime e parto… Non so come (lì sul serio ha fatto tutto la Skin) facciamo netto e arriviamo seconde…. Immaginate poi l’ultimo pre-ring prima della finalissima agility, partivo per penultima (nella seconda gara l’ordine di partenza era al contrario) l’ansia era a duemila, non ho pianto solo perché non avevo più lacrime, ma non riuscivo a parlare, avevo la gola secca e la bocca asciutta, e quando c’è stato il fischio del giudice avevo le gambe completamente bloccate, mi stavo rendendo conto che quel minimo di lucidità mi stava abbandonando, e così è stato…. Eliminata in un passaggio banale…. E da lì la svolta del mio carattere. Ho finito il giro imprecando dentro di me, contro di me, di quanto fossi stata stupida, ho analizzato il tutto è mi sono detta: Patrizia è uno sport, è un gioco che fai con la tua pazza cana è un DIVERTIMENTO per te e per lei, quindi che cavolo ti fai prendere da tutte queste paranoie???? E’ difficile spiegare a parole quello che il mondiale belga è riuscito a creare dentro di me, fatto sta che da allora ogni evento importante l’ho vissuto in modo molto più sereno e tranquillo! Ed è stata tutta un’altra storia!!! Subito dopo il mondiale belga avevo d’affrontare i try out a Milano e proprio lì mi sono accorta di quanto fossi cambiata di quanto riuscissi a stare tranquilla e serena. Che c’entra, un minimo di ansia c’era c’è e ci sarà sempre, ma sono dell’idea che è giusto che ci sia, se dovessi arrivare in gara e non provare nulla beh, forse sarebbe arrivato il momento di smettere! Quella giusta dose di ansia e adrenalina mi serve per mantenere la concentrazione durante il percorso…. concentrazione che al mondiale di Bologna era talmente alta da non sentire minimamente tutto il tifo degli spalti. 😂😂😂😂😂😂😂😂😂

 

Mental Coach specializzato nella gestione dell’ansia pre gara, autore del libro Parola di Cane e creatore della metodologia Double Bond Method©.
Nel mondo cinofilo è anche addestratore e conduttore nella disciplina IPO.

Intervista a Carlo Fazio

Carlo Fazio è uno che con l’agonismo si diverte, un’altro che regala gioia e che, come la Ciuffetti, non è un mio “cliente”. Ecco la ragione per cui li ho intervistati, l’obiettivo è arricchirci. Pubblico e leggo con voi! Fatemi sapere cosa ne pensate.

Grazie Carlo!

 Hindia finali wao roma 3 2 13

1)    In termini temporali, quando cominci a pensare alla gara?

Sempre! Penso a quando farò la prossima gara, a come la farò e a dove migliorare. Cerco di fare molte gare per abituarmi ad esse il più possibile.

Non mi preparo per una gara in particolare, cerco di essere sempre preparato per la prossima gara!

Per le gare importanti, una decina di giorni prima curo di più la tecnica rispetto all’allenamento fisico.

2)    Come pensi alla tua competizione: per immagini (ti vedi fare la gare), verbalmente (parli con te stesso riguardo ciò che dovrai fare e come lo farai); oppure per sensazioni (senti nel tuo corpo delle sensazioni che ti fanno entrare in gara, come sono queste sensazioni, dove le provi nel tuo corpo ecc.)

Tecnicamente penso immaginando la gara e i movimenti, metto insieme comandi verbali e gesti e cerco di ripeterli in modo da memorizzarli anche a livello inconscio. Non adotto tecniche particolari per richiamare sensazioni, cerco consciamente di non farmi travolgere da esse.

Credo nell’allenamento, quando sono sicuro che tutto è ok per me e Hindia non ho grossi problemi emotivi.

3)    Ti crei aspettative in termini di RISULTATO FINALE (pensi di vincere, di arrivare sul podio ecc.)

A livello inconscio è inevitabile pensare al risultato, ma nel mio caso avere aspettative alte non mi ha mai aiutato. Al contrario penso a fare un buon lavoro e a cercare di divertirmi.

WAO 2014

4)    Ti crei aspettative in termini di PERCORSO (pensi alla prestazione indipendentemente del risultato, tipo a come costruire la routine, cosa fare, come fare ecc.)

Sì, se decido un passaggio cerco di convincermi di poterlo fare e mi aspetto di farlo, costruisco la mia routine di percorso-esecuzione indipendentemente dal risultato finale ma dipendente dal risultato immediato, cioè se penso che un passaggio fatto in un modo sia meglio, costruisco la mia routine per farlo. Quindi sì, ho aspettative in termini di esecuzione del percorso.

5)    Ti crei un obiettivo in termini di risultato (per esempio: arriveremo primi, sul podio ecc.)

Non lo faccio coscientemente, anzi il contrario, ma purtroppo quando sai di avere le possibilità di fare bene gli obiettivi me li aspetto. Questo a volte per me è un freno, mi crea stress ma penso sia umano. Gestire bene queste aspettative è, direi, il nocciolo della questione.

6)    Ti crei un obiettivo in termini di percorso (per esempio: dobbiamo sincronizzare bene questo passaggio o quell’altro ecc.)

Sì, decido i passaggi da fare e mi aspetto di poterli fare! Quindi sì, una volta deciso, l’obiettivo è di eseguire il passaggio come l’ho pensato.

Hindia finale wao roma 4 2 13

7)    I giorni precedenti alla gara (48 ore prima) Cosa pensi? Come lo pensi? Cosa ti dici? Cosa senti?

Non molto, so che quel che è fatto è fatto. Io e Ilaria (Mia moglie ndr) prepariamo il camper e di solito viaggiamo, le gare non sono mai vicine per noi. Non subisco molto l’ansia pre-gara se non negli attimi prima della partenza.

Dormo bene e cerco di mangiare bene e andare a letto presto, niente di più.

8)    Sempre nei giorni precedenti alla gara: hai delle strane reazioni fisiche nel tuo corpo?

No, dormo bene e quando è tutto ok sono anche di buon umore, in fondo andiamo a fare ciò che ci piace e che siamo capaci di fare!

9)    Sempre nei giorni precedenti alla gara: utilizzi qualche metodo per rilassarti-caricarti?

Niente di particolare, credo nell’allenamento e un giro in bici o una corsetta di solito sono tutto ciò che faccio per rilassarmi, a volte un po’ di stretching.

10) Il giorno della gara: utilizzi qualche “rito” prima di entrare in gara?

Sì, riscaldamento fisico e psichico, alcuni esercizi di controllo e richiamo di comportamento per Hindia, un’accurata ultima visualizzazione e memorizzazione gestuale e verbale e poi si va!

CAR4506

11) Durante la ricognizione qual è il tuo stato emotivo?

Lo potrei definire “impegnato”. Cerco di concentrarmi, di togliermi i dubbi magari chiedendo al mio allenatore, Marco Giavoni, per avere più certezze possibili. Non sono particolarmente agitato, ma concentrato sì.

 12) Durante la ricognizione mentre la fai: vedi il cane fare il percorso? ti ripeti qualcosa verbalmente? ti vedi fare la ricognizione o la gara? senti qualcosa nel tuo corpo? memorizzi solo con la mente oppure anche con i muscoli?

Sì, immagino sia me che il cane eseguire, cerco di riprodurre movimenti e tempi e comandi verbali, memorizzo con tutti gli strumenti che ho, visualizzo il percorso, lo ripeto verbalmente e fisicamente. Non ci sono particolari sensazioni nel mio corpo, cerco di automatizzare il più possibile.

13) Cosa fai nel tempo che trascorre tra la ricognizione e la gara?

Mi preparo, se ho tempo guardo qualche cane per vedere se le mie scelte sono giuste, ripeto i miei gesti in una sequenza standard che mi dà sicurezza, poi riscaldamento e gara.

CAR5904

 

Grazie Omar di questa intervista, sono molto contento che tu mi abbia dato la possibilità di rispondere a queste domande che spero mettano in luce la complessità emotiva di questo sport.

Carlo Fazio

Mental Coach specializzato nella gestione dell’ansia pre gara, autore del libro Parola di Cane e creatore della metodologia Double Bond Method©.
Nel mondo cinofilo è anche addestratore e conduttore nella disciplina IPO.